Evento letterario Halloween 2013

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Billy-AR

Cowboy
Incipit comune a tutte le creazioni da regolamento:

E' notte fonda. Il silenzio pervade tutti gli edifici della città. Gli unici rumori sono costituiti da cigolii sinistri e il rumore di qualche serpente a sonagli, in lontananza alcuni coyote stanno ululando alla luna piena.
Henry sta dormendo in camera sua posta al primo piano del suo saloon, quando di colpo apre gli occhi. Riflessa tra le travi della sua camera una piccola luce sta ondeggiando qua e là.
Henry si infila in fretta e furia i pantaloni che aveva appoggiato sulla sedia e cercando di non farsi vedere si avvicina alla finestra con in braccio il suo fucile.
Nei pressi dello Sceriffo intravede per un attimo una figura femminile completamente vestita di bianco che emana uno strano bagliore.
Intimorito serra tutte le finestre, sveglia Maria e armati si chiudono nella stessa stanza per tutta la notte.
 

Billy-AR

Cowboy
La maledizione della montagna

[...] Cosi una volta che Henry e Maria si furono barricati nella camera da letto, parlando dell'accaduto, decisero il da farsi. Decisero di andare a vedere se lo sceriffo John stava bene. C' èra un silenzio inquietante, come se stesse per accadere qualcosa di brutto. Arrivati nei pressi dell' ufficio dello sceriffo, Henry e Maria videro una luce abbagliante uscire dalla finestra, Henry con mano ferma e deciso più che mai imbracciò la sua doppietta di precisione, sfondò la porta e corse verso la scrivania dello sceriffo ma... Era sparito, qualcosa di terribile era accaduto. Andarono cosi a raccontare l'accaduto a Waupee, che gli narrò di un' antica leggenda indiana, la leggenda narra che chiunque avesse osato avvicinarsi alla roccia sacra senza permesso degli dei indiani tramite lo sciamano, se la sarebbe vista direttamente con la morte!! Lo sceriffo John si èra recato proprio li il giorno prima per arrestare il noto bandito Butch Cassidy capo del mucchio selvaggio, artefici di numerosissime rapine e assalti al treno. In quel momento Waupee sconvolto disse :- Svelti non c'è tempo da perdere dobbiamo andare da mio nonno, lo sciamano della tribù.-.
Giunti dalla tribù Waupee parlò subito con lo sciamano e spiegò loro che la maledizione era cosi potente da non poter essere quasi distrutta, ma poteva essere indebolita tramite una zucca spaventosa. Fortunatamente Henry nel tempo libero faceva anche il fabbro, cosi procutatosi la zucca e forgiato un coltello, crearono una zucca di halloween. Zaini in spalla e fucili alla mano cominciarono a cercare dove la donna misteriosa poteva aver portato lo sceriffo, Camminarono ore e ore, regnava un silenzio di tomba, ogni tanto si udivano dei sinistri rumori venire dagli angoli più bui del sentiero, come se qualcuno li stesse osservando. Camminarono dall'est all'ovest, da un vecchio avamposto alla città fantasma quando, passando vicino ad un prato verde videro in mezzo a degli alberi la donna misteriosa. Gli corsero in contro e notarono lo sceriffo John a terra senza sensi, la donna in quel momento si girò verso i 3 e con voce gentile esclamò:- Oh, non fatemi del male ho solo salvato quest'uomo, quando l'ho trovato èra qui a terra, probabilmente è ubriaco..-
In qual momento lo sceriffo John si svegliò e disse ai suoi amici che quella non èra una donna ma ben si la morte in persona!!
La donna in un batter d'occhio si trasformò nella morte emettendo un verso assordante, Henry mirò con il fucile e fece fuoco utilizzando tutti e 2 i colpi del fucile, ma la morte era li, ferma che lo guardava senza nemmeno un graffio. Waupee ricordò le parole del vecchio sciamano ''..non può essere quasi distrutta, ma poteva essere indebolita..'' Cosi tirò fuori la zucca e la morte indebolita come se fosse stata colpita da due palle di cannone si piegò e lo sceriffo come in un vero duello western estrasse il suo lucido revolver preciso n°1 scaricando l'intero caricatore da 6 colpi verso il fantasma, che istantaneamente emettè un verso e spari.. Avevano sconfitto la maledizione della Montagna Amahpiya che da molto tempo faceva sparire banditi, assassini ed escursionisti che si avventuravano laggiù in cerca di riparo.
Tornarono cosi felici sani e salvi al saloon dove Henry offri un goccetto di whisky per festeggiare.


Meffy Bill, mondo Dakota.
 

Billy-AR

Cowboy
Con L'aiuto di Calzino Kid

Così il mattino sebbene ancora terrorizzati decidono di recarsi da un vecchio amico che oramai da anni vive isolato nella foresta .Dopo tre giorni di cavallo arrivano alla capanna di questo strano personaggio che tempo addietro era famoso per le sue gesta nei duelli e nelle battaglie,con lui al loro fianco sarebbero potuti andare con più serenità nell'ufficio dello sceriffo per controllare che non ci fossero problemi.Henry e Maria bussano alla porta ed ecco che nell'aprirsi riconoscono seppur invecchiato il famoso Calzino Kid ,già dimenticavo di dirvelo il suo nome così strano deriva dal fatto che lui duellava e combatteva in battaglia senza colt e fucile ,ma solo con il suo famoso calzino maleodorante ,che venne definito la prima arma chimica del west ,dopo qualche convenevole convincono calzino Kid a recarsi assieme a loro dallo sceriffo,Calzino kid accettò subito di aiutare i suoi amici ,ma non prima di aver fatto alcune modifiche al suo famoso calzino ,ed è così che Henry e Maria videro il loro amico iniziare a danzare attorno al suo calzino bisbigliando strane formule ,all'improvviso il calzino si trasforma in una piccola zucca marcia senza però perdere la forma del calzino_Ora potevano partire,salgono a cavallo e si recano nell'ufficio dello sceriffo ,non arrivano neanche alla porta che vedono uscire attraverso le pareti una figura di donna bianca ,un vero fantasma minaccioso ,Kid tira fuori la sua zucca marcia e al solo vederla il fantasma terrorizzato torna nel suo mondo .Ora Henry,Maria e Kid possono entrare a rassicurare lo sceriffo ,magari festeggiando con una bella fagiolata e del buon vino.


weps . Dakota.
 

Billy-AR

Cowboy
La bambina dimenticata


..Restarono seduti al centro del pavimento spalle contro spalle tutta la notte in attesa che accadesse qualcosa. Non accadde nulla, ma all’alba quando andarono a chiamare John, non lo trovarono a casa…era scomparso. Sul tavolo trovarono una lettera nella quale c’era scritto “Pensavate di avermi fatto fuori ma sono tornata per vendicarmi di quello che mi avete fatto… Al Tramonto di domani sarà tutto finito”. I due si allarmarono, ma stranamente Maria era impallidita e tremava senza aver un apparente motivo. Henry le chiese cosa avesse, ma lei gli rispose di non preoccuparsi. Decisero di andare dallo sciamano per chiedergli aiuto. Waupee con una vecchia formula cercò di scoprire dove fosse John, ma non ebbe successo; allora provò con un rituale molto complesso a scoprire l’origine della strana presenza avvistata la notte prima. Ad un certo punto gli apparve un piccola bambina in un pozzo che piangeva. Lo raccontò ai due e per la seconda volta Maria impallidì e cominciò a tremare. A quel punto non potè più nascondere la verità e così raccontò a Henry e Waupee la storia di quando molti anni prima lei e John ebbero una storia d’amore clandestina e di come da quella relazione fosse nata una bambina che decisero di gettare in un pozzo per non far scoprire la loro relazione; però quella bambina si era salvata ed era tornata a vendicarsi. I due rimasero sconvolti, ma si ripresero quasi subito ed incominciarono ad elaborare un piano. Decisero di usare Maria come esca, perché era lei che voleva la ragazza. Quindi Waupee fece indossare a Maria un amuleto che permetteva loro di sapere in qualsiasi momento dove si trovava e fecero andare Maria a dormire da sola a casa sua ad aspettare l’arrivo della ragazza. Come previsto alla stessa ora della notte prima arrivò la ragazza col suo bagliore e poi scomparve insieme a Maria. Grazie all’amuleto, Waupee e Henry scoprirono che Maria si trovava in una vecchia baracca abbandonata non lontano dalla città. I due sellarono i cavalli e partirono per salvare Maria e John; lasciarono i cavalli in una radura vicino la baracca in modo da non essere scoperti, e dopo aver usato una pozione di Waupee che li rendeva invisibili si avvicinarono all’edificio. Trovarono i due amici legati ad un palo al centro di una stanza, c’era anche la ragazza con un coltello in mano che stava per ammazzare i loro amici. L’effetto della pozione dell’indiano era finito, cosi Henry decise di sfondare la porta e avventarsi sulla ragazza per ucciderla, ma fu troppo lento e la ragazza riuscì a schivarlo. Mentre Waupee liberava Maria e John i due iniziarono un duello; Henry con il suo fucile a canne mozze e la ragazza con la pistola sottratta allo sceriffo. La ragazza riusciva a schivare in modo innaturale, ma Henry con un colpo d’astuzia e agilità riuscì a fare uno sgambetto alla ragazza che una volta a terra finì con un colpo alla testa. Tutto era finito bene e i quattro decisero di dimenticare quella brutta storia. Ma era davvero tutto finito?..
 

Billy-AR

Cowboy
Tenakam Wa

Era giorno fatto ormai, Henry si risvegliò scrollato da Maria.
Alzati Henry, accidenti non mi hai fatto chiudere occhio tutta la notte, russi come un trombone.
Henry faticò non poco per capire come mai si trovasse in una stanza con Maria poi si ricordò della donna misteriosa.
Scusa Maria ma ero piuttosto turbato per le strane cose di questa notte, scendiamo giù nel saloon ti preparerò una colazione con i fiocchi.
Il saloon profumava di uova e bacon, Henry aveva i suoi difetti ma le sue frittelle al bacon erano famose in tutto il West. la porta del saloon cigolò e fecero il loro ingresso lo sceriffo e Waupee.
Henry, gridò lo sceriffo, questa mattina ho una fame che mangerei un bue!
Ok sceriffo, arrivo subito rispose Henry, e mentre i due si sedevano Maria discese le scale. Accidenti Maria! Disse lo sceriffo, sembra che tu stanotte abbia fatto bisboccia, hai un aspetto tremendo. La colpa è di Henry rispose lei, non mi ha lasciato dormire, ha visto una donna vestita di bianco vicino al tuo ufficio, si è spaventato ed ha voluto dormire con me, ma accidenti se russa! Ah ah ah lo sceriffo cominciò a ridere, accidenti Henry un uomo grande e grosso come te ha paura delle ombre?
Si lo so rispose Henry, ma sai di notte le cose sembrano diverse, mi sono lasciato suggestionare.
Non era una suggestione disse Waupee, la donna che hai visto esisteva veramente e si chiamava Tenakam Wa, Alba luminosa, nella lingua indiana.
Cosa? Esclamò Henry, racconta quello che sai Waupe!, i tre si misero ad ascoltare attentamente.
La cosa risale ad oltre 30 anni fa, Tenakam Wa, era la squaw di Monkwau Cervo veloce, un indiano Cherokee che fu arrestato con l’accusa di aver rubato un cavallo al maggiore Stenton. Sceriffo dovresti ricordatelo, all’epoca eri il vice dello sceriffo Mac Kall. Ricordo perfettamente disse lo sceriffo, l’indiano fu ritenuto colpevole e condannato all’impiccagione proprio il giorno di Hallowen, ma per fortuna riuscì a scappare di prigione la notte prima, si scoprì poi che il cavallo era stato rubato dai fratelli Grisom. Avremmo giustiziato un innocente. Dell’indiano non se ne seppe più nulla, chi sa che fine avrà fatto.
Morì, riprese Waupee, non si sa dove e per mano di chi, lo stregone del villaggio lo venne a sapere interrogando i sacri ossicini. Tenakam Wa, per il dolore si uccise, e da allora tutte le notti di Hallowen si aggira per l’ufficio dello sceriffo in cerca del suo uomo, perché è li che fu visto vivo l’ultima volta. Un brivido percorse la schiena degli ascoltatori, lo sceriffo interruppe il silenzio con un: Bha! Storie buone per le squaw, Henry grazie per la colazione vieni Waupee dammi una mano, devo sistemare una porta della cella. Henry non pensò più alla storia, ma quando la notte salì in camera e spense il lume, vide di nuovo la luce. Si accostò alla finestra e rivide la donna vestita di bianco vicino all’ufficio dello sceriffo. Una forza sconosciuta l’obbligò ad uscire in strada, lentamente si avvicinò alla donna, lunghi capelli neri incorniciavano un volto dolcissimo, il vestito era stretto in vita da una cintura indiana, ed al collo aveva un pendente con una pietra rossa. Sei Tenakam Wa? Si rispose lei, e tu sei Henry. So che sei un uomo buono, ti prego aiutami, Monkwau fu ucciso dai fratelli Grisom, non volevano che rivelasse che erano stati loro a rubare il cavallo. Devi ritrovare il corpo del mio sposo e portarlo al cimitero indiano sulla collina delle “voci antiche” fino a che non sarà accanto a me li sulla collina, i nostri spiriti non avranno pace.
Ma come faccio a ritrovarlo? Chiese Henry, sono passati più di 30 anni. Qualcuno ti guiderà rispose la donna, addio Henry, che Manitù ti protegga! la visione sparì. Henry si guardò intorno, e vide un coyote. L’animale girò intorno ad Henry e poi si incamminò guardando indietro come volesse invitarlo a seguirlo.
Mai vista una cosa simile pensò Henry, poi si ricordò che gli avevano raccontato di Scarpa un coyote ammaestrato da qualcuno su al vecchio avamposto. Henry saltò sul suo cavallo e lo seguì. Dopo quasi 2 ore, l’animale si fermò presso una grande roccia ululando, Henry accese la sua lampada e cominciò a cercare intorno. Non gli ci volle molto, dal terriccio vide sbucare un mocassino indiano, scavò con cura fino a che non estrasse i resti di Monkwau. Avvolse con delicatezza nella sua coperta ciò che restava del giovane indiano, e si mise in viaggio verso la collina delle voci antiche. Riconobbe subito Tenakam Wa, il suo abito bianco sembrava ancora nuovo, era li, stesa su di una palafitta secondo l’uso indiano di custodire i ldefunti, Appoggiò con cura Monkwau accanto a Tenakam, e finalmente riprese la strada verso casa. Arrivò che era quasi l’alba, e sfinito si addormentò. Il suo sonno fu interrotto dalla voce di Maria. Maledizione Henry sono già le nove vuoi alzarti? I clienti aspettano la colazione. Henry si svegliò e la prima cosa che pensò fu: “Accidenti che razza di sogno ho fatto stanotte”. Si lavò e si rivestì, ma infilando la mano nella tasca dei pantaloni, rimase senza parole, dalla tasca estrasse un pendente indiano fatto con una pietra rossa. Lo ripose con cura nel suo cassetto e poi scese a preparare le colazioni. Tutti lo accolsero con un Ohh di soddisfazione. Henry aveva i suoi difetti ma le sue frittelle al bacon erano famose in tutto il West.
 

Billy-AR

Cowboy
Il generale e la strega


Nonostante il terrore che stavano vivendo maria e lo sceriffo si addormentano. Il mattino seguente vengono svegliati da un forte temporale.
Decido di raggiungere la chiesa ma appena varcano la porta si trovano davanti ad uno spettacolo tremendo, waupee legato all'altare con un enorme corda. MAria
alquanto scossa raggiunge waupee e con l'aiuto dello sceriffo lo liberano. I 3 non capiscono cosa stia succedendo in citta' ..fino a quando dall'altare
vedono un'ombra aleggiare sopra le loro teste...e' il fantasma di qwein valoroso guerriero che nel lontano 2009 fece tremare l'intero mondo di the west.
"sono tornato e ora mi vendichero' di tutte quelle persone che mi han voltato la faccia"
lo sceriffo gli disse, cosa centravano loro che nel lontano 2009 lo avevano accolto nella loro dimora trattandolo come un re'.
Qwein rispose " voi non centrate nulla ma voi avete il potere di aiutarmi , dobbiamo trovare una donna chiamata Saratitti , fu lei la causa di tutto.
Anche se di malgrado waupee, maria e lo sceriffo iniziarono il lungo cammino per raggiungere la dimora di Saratitti, una vecchia citta' in mezzo al deserto.
All'arrivo notarono che di saratitti non cera alcuna traccia, un vecchio abitante Samau disse che la signora li aveva abbandonati anni fa in preda ad un attacco
di cuore. Qwein non convinto chiamo' in soccorso il suo amico fidato Raigod, il quale gli disse che quello che diceva l'abitante era una parziale verita', e che saratitti era stata
rinchiusa in un manicomio in una terra sconosciuta.
Il generale qwein rimase turbato da questa verita' e decise di trasferisci nella citta' di Raigod in attesa di qualche notizia in piu' sulle sorti della vecchia
strega saratitti. Raigod gli confido' che ora la figlia di Saratitti e' in esilio nel vecchio west e sta pagando le colpe della vecchia madre.
Waupee , maria e lo sceriffo fecero ritorno nella loro citta', ancora un po' scossi dalla nottata, ma contenti di sapere che nulla di grave gli poteva accadere.
Qwein ancora aspetta.....


r.phoenix mondo 1
 

Billy-AR

Cowboy
Carezza nel buio

Ancora assonnata Maria allungò la mano verso il comodino cercando a tentoni l’ultimo mozzicone di candela. “Henry, ma che diamine ci fai in camera mia!” Il disappunto nella sua voce, vagamente stridula e impastata dal sonno, era palese. “Tu bevi troppo caro mio, la tequila di ieri sera deve averti dato alla testa”. Stava preparando un bel discorsetto per rincarare la dose quando si interruppe lasciandosi andare in una sonora risata “ahahah, smettila dai, mi fai solletico con i baffi, lasciami stare, sono arrabbiata con te, fammi dormire, è notte fonda, torna in camera tua”.
“Zitta, finiscila” sibilò Henry. Maria ammutolì, la voce di Henry proveniva dal lato opposto della stanza. Cercò di coglierne la sagoma abituando gli occhi alla luce della luna piena che filtrava attraverso le imposte. Lo distinse ritto, immobile accanto alla finestra, il fucile imbracciato. Nel silenzio, divenuto improvvisamente pesante, le parve di udirne il respiro accelerato. “Hen..” Le parole le rimasero strozzate in gola quando si sentì sfiorare nuovamente la pelle dalla carezza vellutata che aveva percepito prima. Le labbra tremanti, il viso pallido, un brivido le percorse la schiena fino alla nuca. Con le lacrime agli occhi singhiozzò e infine le uscì dalle labbra sottili un grido disperato. Henry sobbalzò. Senza capire cosa stesse accadendo, in due passi fu vicino al letto, afferrò Maria per un braccio e la trascinò verso la porta. Lei era fredda e rigida, paralizzata dal terrore, “Vieni via, Maria, scappa, ti prego”.

Scappa Maria scappa, scappa Maria scappa. Come un mantra le parole di Henry le affollavano il cervello. Quando il caldo vento del deserto dell’Arizona le sferzò le guance rigate di lacrime, si rese conto di aver lasciato dietro di se’ le porte del saloon. In lontananza i coyote intonarono un canto alla luna.
I batacchi delle campane della chiesa iniziarono a tintinnare. Padre Brown era partito giorni prima alla volta di Newport per ultimare le pratiche per la costruzione della scuola. Sarebbe tornato dopo Ognissanti, l’indomani. Dunque la canonica era disabitata.
La fronte di Henry si imperlò di sudore, i loro sguardi si incrociarono e senza dire una parola iniziarono a correre verso la casa dello sceriffo. “John, John” urlarono e batterono come forsennati i pugni sulla porta. “John, apri, ti prego” disse Maria, esausta e terrorizzata.
Non udirono il fruscio alle loro spalle.

“Perché urlate a quest’ora? Vi sbatto tutti in gattabuia, mascalzoni!”
John, camicia da notte e Stetson nero calato sugli occhi, iniziò lentamente ad aprire i chiavistelli. “Per la miseria! Apri questa stramaledetta porta!” Lo sceriffo riconobbe la voce concitata di Henry.

Tolto l’ultimo chiavistello John venne travolto dalla furia del barista che subito cominciò a spingere la scrivania verso la porta. “Chiudi! Svelto!” disse affannato “Prendi quelle assi, dobbiamo rinforzare le finestre, veloce, non c’è tempo da perdere”. John rimase attonito per un momento. “Amico mio, stai invecchiando, tutta la tequila che hai tracannato alla festa ti ha fatto male?” Henry si avventò su John afferrandolo per la camicia da notte e sollevandolo verso l’alto. “Tu non capisci, ci ucciderà tutti”. John non aveva mai visto Henry in quelle condizioni, capì che quegli occhi avevano visto cose così terribili da non poterle narrare. Henry lasciò la presa. “Io penso al piano di sopra. Tu John finisci con le finestre, prendi le armi e spegni le lampade”.

John e Maria si abbracciarono nel buio. Lei, tremante, non aveva ancora smesso di piangere. Dal piano superiore provenivano rumori di mobili trascinati, passi pesanti sul pavimento in legno, colpi di martello poi, d’un tratto, il silenzio.

Uno scricchiolio alle loro spalle li fece sobbalzare. “Eccola” bisbigliò Henry che, come un fantasma li aveva raggiunti a pian terreno. Maria sentì il cuore battere all’impazzata, credette di svenire. John, impietrito, pronunciò una sola parola “Chi?”. “Sstt! venite con me” disse Henry e si avvicinò alla finestra dove, tra le assi, uno spiraglio lasciava intravedere una parte del portico. “Eccola”.

Una luce fluttuava nel buio, come un fuoco fatuo con un’incandescenza ultraterrena. Affascinati e sconvolti da quella danza ipnotica, i tre ne seguirono ammutoliti le evoluzioni. Ruppe il silenzio Maria. “Sembra quella strana miscela di gas che ci ha mostrato il ciarlatano alla fiera, ricordate? Nel tubo diventava luminescente” “Ma va…” dissero all’unisono John e Henry “quella era finta.. questa cosa è vera! e ora comparirà Lei” aggiunse Henry. Quasi l’avesse evocata, apparve una sagoma evanescente. Avvolta dai riflessi lunari si chinava, si rialzava, ora più lontana e di nuovo più vicina.
“Se entra ci uccide tutti” disse John impugnando la pistola. “Esco dal retro, la coglierò alle spalle, la mia colt farà il resto”. Caricò il proiettile d’oro ereditato dal nonno e, prima che potessero fermarlo, uscì dall’ufficio.

Quando fu abbastanza vicino udì la creatura sussurrare una misteriosa cantilena “miiiciomiciomicio miiiciomiciomicio”. John rabbrividì. L’entità si voltò lentamente. Lo fissò negli occhi e “John” disse Waupee “che ci fai in piedi a quest’ora! Mi hai spaventato! Ieri sera rientrando dalla festa è scappato uno dei gattini di Maria, lo stavo cercando con la lampada del ciarlatano, l’hai mica visto?”
 

Billy-AR

Cowboy
Gli amici scomparsi

La notte passò e nessuno dei due dormì per la paura. Solo quando le prime luci dell'alba iniziarono a far capolino tra le assi di legno ebbero il coraggio di uscire all'esterno.
La giornata pareva normale, come al solito. Il nitrire dei cavalli, il cinguettio degli uccelli, il pane appena sfornato; tutto come sempre o quasi.

-Ma dove sono tutti?- disse Maria.

-Mia cara vorrei saperlo anch'io.

Era come se tutti gli abitanti si fossero volatilizzati. Il fornaio, lo stalliere, lo sceriffo Fitzburn, Wapee; spariti.

-Ma cosa diavolo è successo!

-Henry pensi che abbia a che fare con la donna che hai visto ieri sera?

-Forse! Dobbiamo andare dal nonno di Wapee, lui potrebbe sapere cosa sta succedendo.

Presero i primi due cavalli a loro disposizione e si lanciarono diritti verso il villaggio indiano. Arrivarono che il sole era alto. Niente anche qui, la desolazione più completa. Tutto era lasciato come se un minuto prima tutti fossero presenti. Si fiondarono alla tenda del nonno di Wapee nella speranza di trovare qualcuno. Scostarono la porta fatta di pelle di bufalo e niente nemmeno li.

-Oh mio Dio ma è impossibile, non c'è nessuno! Henry che facciamo?

-Aspetta, che cos'è quello?

Appoggiata sul letto c'era un foglio. Era scritto nel linguaggio della tribù; dal quel poco che Henry sapeva, qualcosa che Wapee gli aveva insegnato, capì che il nonno era andato in meditazione alla roccia sacra. Di nuovo salirono a cavallo e li spronarono verso il luogo sacro agli indiani.
Arrivarono che era sera, cercarono dappertutto facendo un gran baccano per attirare l'attenzione dell'anziano saggio, o forse più per darsi coraggio visto l'arrivo della notte e dei suoi pericoli nascosti. Finalmente girato un pendio videro del fumo. Corsero a più non posso sperando finalmente in un colpo di fortuna. Il nonno era li, intento in profonda meditazione davanti al fuoco appena acceso.

-Nonno, nonno! Ti prego ascoltaci! - Disse Maria.

-Anziano saggio è successo qualcosa di grave la prego ci ascolti.

L'uomo apri gli occhi e con un gesto della mano invitò i due a sedersi e a raccontare ciò che era successo. Henry prese la parola e raccontò tutto. Dalla luce alla donna vestita di bianco, a quello che era successo in città e al villaggio indiano. Dopo qualche momento di silenzio, il vecchio indicò col dito un punto all'orizzonte. Henry capì subito il luogo indicato dal nonno di Wapee, con un inchino si congedò e portando con se Maria risalì di nuovo a cavallo.

-Ma Henry che cosa...?

-Tranquilla Maria, ho capito dove dobbiamo andare per risolvere il mistero. E non volevo disturbare oltre la meditazione del vecchio.

-Va bene, ma dove...?

-Al Deserto del Coyote a Capura.

Si avviarono di buona lena ma con prudenza visto il calare della notte. Arrivarono al deserto verso la mezzanotte, notarono subito un grande falò in lontananza con una folla attorno.

-Saranno loro? Ma per quale motivo si trovano tutti qui?

-Non lo so Maria, ma tutto questo non mi piace. Stai dietro e fai attenzione, andiamo!

Più si avvicinavano e più sentivano strani lamenti, urla disumane, ululati. Un brivido corse per la schiena dei due quando arrivarono a poche decine di metri. Videro zombie, lupi mannari, vampiri, streghe e stregoni.

-AAHHHHHH- Maria non riuscì a trattenere un urlo disperato, che fece voltare tutti i mostri radunati.

D'istinto Henry tirò fuori il revolver e fece per far fuoco. Appena in tempo si accorse che erano i loro amici, lo sceriffo, Wapee, gli altri indiani e gli abitanti della città.

-Henry ma che fai? Sono io John!

-No tu sei uno zombie!

-Ma che diavolo! Henry oggi è Halloween, ci siamo mascherati per festeggiare!!! Non ricordi? Hai organizzato tutto tu!

-Ma porca miseria, che testa è vero. Scusami tanto amico mio, ma la donna luminosa vestita di bianco che ho visto ieri notte mi ha fatto dimenticare tutto. Chi era? Una delle ragazze di Maria? La figlia del fornaio?

-Donna luminosa vestita di bianco, non c'è nessuno che ha questo travestimento.

Un silenzio seguì a le affermazioni dello sceriffo. Rotto da una agghiacciante risata di donna che fece rizzare i peli sulla nuca a tutti i presenti.

-Una bella storia da raccontare ai nostri nipotini, ragazzi!

-Si, proprio una bella storia Maria. Proprio una bella storia!
 

Billy-AR

Cowboy
Il Soldato Zucca...


Tutto ad un tratto iniziarono a sentire dei rumori...
Maria sempre più terrorizzata si avvicina ad henry...
Proprio quando stava per avvicinarsi a lui, la finestra si spalanca di scatto
Maria emette un urlo e salta terrorizzata dallo spavento. Henry rimane impassibile si avvicina alla finestra, sente un aria fredda avvicinarsi a lui. Chiede a maria se stesse meglio, e l abbraccia. In quel momento si vede una luce al di fuori della finestra, i due scendono per veder cosa stesse succedendo, a quel punto sentono il rumore degli spari di una pistola... nel retro del saloon. Si dirigono verso il retro e trovano il cadavere di un cervo, steso sanguinante... I due accorrono dallo sceriffo per chieder se ne sapeva qualcosa... Arrivati a casa dello sceriffo, vedono la porta sfondata. Entrano per veder cos è successo e vedono lo sceriffo a terra sanguinante, con una zucca sporca di sangue.Maria inizia ha piangere disperata per la perdita dello sceriffo, Henry prende dei fucili dal tavolo dello sceriffo ne da uno a maria e uno lo prende per lui, lasciando il suo vecchio fucile. Henry la consola, La prende per mano e la trascina fuori dalla casa. I due vedono una strana sagoma muoversi verso di loro e successivamente cadere a terra. Henry corre verso di essa per vedere chi era, ma soprattutto per vedere cosa gli era successo. Henry e Maria si dirigono di nuovo verso il saloon. Ma mentre stavano andando verso il saloon, sentono degli spari provenire da essi... e trovano uno spaventapasseri con un messaggio...
" La vostra fine è giunta, Non ci sarà un domani per voi!
Finché non troverò il mio degno rivale. "
Henry arrabbiato per la perdita del suo carissimo amico sceriffo, decise di andar contro il suo sicario.Arriva al saloon e trova il saloon senza porta, entra molto lentamente, e da un lato si intravede una persona avvolta dall oscurità. Ad un certo punto si sente un rumore assordante ed una voce.
???? : Finalmente sei arrivato
Henry : Chi sei ? Cosa vuoi? Hai ucciso tu lo sceriffo!?
???? : Spero che tu sia colui che penso, se no farai la loro stessa fine.
Henry prende il fucile che aveva preso dalla casa dello sceriffo, mentre lo maneggia gli tornano in mente tutti i ricordi, del tempo passato con lo sceriffo e dei consigli che gli aveva dato.
???? : E' ora di duellare, non farmi aspettare, ho aspettato anche troppo!
Henry : ...
Henry non parla, accenna un movimento di testa.
Quando henry sta per sparare all energumeno, si sente la voce di maria con dei rumori degli spari.
Henry esce fuori per vedere cosa stesse succedendo e vede il corpo di maria sanguinante all angolo della casa...
???? : Non ho mai detto che l avrei lasciata in vita, o che sono solo
L' energumeno emette una risata strana e malvagia..
Henry : Quanti siete ?
???? : Estrai il fucile o farai la loro stessa fine!
Sta per iniziare il duello tra i due.
Inizia il primo round.
Henry si sente colpito al petto, in quell istante vede tutta la sua vita in un istante, andarsene via, ma non si sente dolore...
Il soldato zucca gli si avvicina ed a quel punto vede che estrae un coltello...
???? : Per te è la fine, hai un ultimo desiderio?
Henry : Rivederla ancora una volta...
???? Emette una risata sarcastica.
???? : La rivedrai molto presto...
Henry abbassa la testa, ad un certo punto nota che il cadavere di maria era scomparso ... Delle altre sagome si avvicinano a lui..
Tutti con una maschera da zucca.
Henry impaurito non capisce più nulla, si tolgono la maschera tutti quanti e gli fanno Scherzetto!!! :)

Mondo 1 ChupaChups
 

Billy-AR

Cowboy
La notte più buia

I cuori dei tre martellano nei loro petti.
Fuori la notte sembra essere più buia del solito mentre un gelo pungente e improvviso si è impossessato del piccolo saloon. Lamenti che sembrano arrivare dall’oltretomba si fanno più forti con l’avvicinarsi della bianca figura.
Henry mantiene il fucile puntato su quella figura spettrale, maledicendo il fatto di non riuscire a mantenere ferme le braccia in preda alla paura. Lo sceriffo abbassa la sua arma poiché inutile e fissando quel volto senza lineamenti ben definiti ricorda di averlo già visto, in vita, qualche anno prima.
John sputa sul pavimento, riempie il suo bicchiere, il lungo sorso gli brucia il petto: “Qualche anno fa una giovane e distinta donna, non ricordo il suo nome, entrò in paese e chiese il mio aiuto per cercare una persona. Arrivava dall’Europa, cercava l’uomo che amava e da cui era amata. Gli era stato strappato via dal vecchio continente. Mi fece vedere una foto che tirò fuori da un carillon, un semplice carillon con una piccola ballerina che girava al suo suono. Quello che non dimenticherò mai era la musica così malinconica di quel carillon. Le promisi di aiutarla ma ritrovai quella stessa foto nella polvere, qualche giorno dopo, appena fuori città. Di lei e del carillon non ho avuto più notizie. Fino a questa sera. Quella che stiamo vedendo è solo una povera anima in pena”. Detto questo lo sceriffo cerca qualcosa nella tasca del suo gilet e la posa sul tavolo del saloon. E’ una foto, un po’ ingiallita, stropicciata e macchiata. Ritrae due giovani, un uomo e una donna, seduti su una veranda in una bella giornata di sole. Abbracciati, sembrano felici, pieni di speranza, ingenui riguardo quello che il futuro sta riservando loro. Dietro la foto un disegno di un cuore con le loro iniziali F.P. e P.M.
Il freddo aumenta e tremando Maria indica la finestra. La figura si è fatta più vicina e inizia un basso, lento ma continuo graffiare sul vetro.
“Sceriffo”, una familiare voce, resa roca dal tabacco e dal deserto: “questa è la terza notte in cui non riuscirò a chiudere occhio. Tante notti quante sono state le volte in cui ho visto lo spettro che ora si è presentato anche a voi. Ogni notte si è fatto più vicino, così come il freddo e quei laceranti lamenti che lo accompagnano. Io ho visto quel carillon di cui hai parlato e ho ascoltato la sua musica. Il carillon è in mano alla banda dei fratelli Lee e credo sia il caso di ritrovarlo, sono stufo di passare le notti in bianco”. Ad occhi chiusi e sorridendo lo sceriffo rispose all’uomo alle sue spalle e ancora sulle scale: “La banda dei fratelli Lee è composta da 12 banditi che non si farebbero alcuno scrupolo a lasciarti in pasto agli avvoltoi per il solo guardarli in una maniera che non piace loro!”. “Vede sceriffo, la banda si è ridotta a quattro uomini, i peggiori, ma sempre e solo quattro. Gli altri sono spariti uno alla volta, in circostanze misteriose. L’ultimo lo hanno trovato esangue sul tetto della chiesetta del cimitero della Death Valley. A detta del popolo il suo volto sembrava sfigurato dalla paura”. Henry, che era stato in silenzio fino a quel momento: “Ma allora perché questa donna viene a spaventarci, non può vedersela da sola?”. “Ha detto bene lo sceriffo, è solo un’anima in pena. Vaga ma circoscritta, non è libera di muoversi in posti che non ha conosciuto in vita. Conosco bene il rischio di affrontare la banda dei Lee ma lo preferisco a questa tortura. Siamo tra due fuochi, e, poco ma sicuro, non ho più voglia di avere la pelle d’oca ogni notte o di sentire questo gelo quando fuori il maledetto caldo squaglia le pietre. Sceriffo, Waupee ci porterà al suo villaggio, il loro sciamano o Manitù stesso ci indicherà la strada. Prendi il dannato fucile e usciamo adesso”.
Poi, scendendo gli ultimi scalini e uscendo dalla penombra, butta un occhio alla fotografia ancora sul tavolo: “Oh, il damerino nella foto, al netto delle mie cicatrici e con viso ben raso… mi somiglia come una goccia d’acqua!”.
Adesso gli sguardi di Maria, Henry e John sono fissi sul nostro uomo che, deglutendo, esce dal saloon, sale a cavallo e, passando a non più di due metri da quella bianca donna, gli pare di scorgere una lacrima solcare il suo viso finalmente ben visibile. In quel momento spariscono le sensazioni spiacevoli che quella inquietante donna aveva portato con se e lui si lancia con il suo cavallo nella notte più scura.
 

Billy-AR

Cowboy
La farfalla arcobaleno


I minuti sembrano ore,ad ogni istante che passa la paura pervade sempre di più Henry e Maria.
Ad un tratto,però,come di risveglio da un incubo,Maria rinsavisce e cerca di capire meglio ciò che sta accadendo.
"Henry,cosa hai visto di preciso?"
"Sinceramente,non saprei descrivertelo dettagliamente,Maria.E' successo tutto in un attimo: vicino allo sceriffo ho scorto una figura indefinita,sembrava una donna;era bianca ed emanava un bagliore e..e..
"Cosa c'è Henry?Continua."
"Bhe',ecco... non vorrei sembrarti strano ma... assomigliava molto ad un fantasma!"
"Un fantasma!?Ma John,suvvia,dovresti saperlo che i fantasmi non esistono.Forse era solo un lenzuolo:sai,oggi ho fatto il bucato ed ho appeso un abito bianco al piano superiore;si vede che si è staccato e,mentre cadeva,tu l'hai visto scambiandolo per una figura femminile.
"Mhh..Hai ragione,torniamo a dormire,che è meglio."
Nel saloon torna la quiete.I coyote tornano ad ululare alla luna,riprendono come dolci ninnananne.Non c'è vento,non si muove una foglia;la quiete accompagna nel sonno l'animo degli inquilini del saloon.
Eppure,c'è effettivamente qualcuno oltre ad Henry e Maria in quella malandata struttura;qualcuno che non dovrebbe essere lì,e neppure in questo mondo.E' qualcuno che è ha vissuto molti e molti anni fa,ai tempi del Far West: il suo nome è Ànya.
Aveva all'incirca 6 anni e viveva con suo padre sua madre.Faceva parte di una tribà indiana che era costretta a spostarsi sempre più frequentemente a causa dell'avanzata dei "pellebianca",come li chiamavano i suoi genitori.
Essi però non nutrivano risentimento nei confronti dei colonizzatori ed avevano cresciuto la loro figlia dandole tutto l'amore possibile e cercando di non farla mai soffrire.
Un giorno,mentre stava giocando nel bosco,Anya vide una farfalla coloratissima,risplendeva alla luce del sole,e decise di seguirla,attratta da quel suo irresistibile fascino.
In quel suo gesto così innocente,Anya non si accorse che si stava sempre più avvicinando all'accampento dei pellebianca.
Ad un tratto la farfalla sparì dietro un cespuglio ed Anya con lei.
Un rumore sordo ruppe l'allegria di Anya assieme a tutte le sue speranze: era stata colpita da uno sparo.
Il soldato che la colpì era a caccia e pensava che fosse la preda che stava inseguendo. Accortosi di aver commesso uno sbaglio imperdonabile,l'uomo prestò il pronto soccorso alla bambina,ma fu tutto vano.
Consapevole di ciò che era accaduto e delle conseguenze che questo avrebbe portato alla sua nascente carriera,decise di non dire nulla al generale,ma riportò il corpo della bambina al villaggio indiano e porse tutte le sue scuse alla famiglia e offrì loro una somma in denaro,che venne duramente rifiutata.Tutto ciò che rimase al soldato di quell'essere innocenente era un braccialetto,con una strana frase che non riuscì mai a leggere.Ma ormai era troppo tardi: non c'era più un polso che poteva portarlo.
Ad un tratto Henry si sveglia e davanti a lui c'é una bambina con un abito bianco lucentissimo,senza macchie;ha gli occhi azzurri e i capelli lunghi fino alle spalle castani: il suo volto gli sembrò quello di un angelo.
Con una naturalezza pure a lui sconosciuta,Henry chiede:
"Chi sei tu bella bambina"
"Il mio nome è Anya."
"E cosa ci fai qui?No aspetta,dove siamo?Cosa ci faccio io qui?Fino ad un attimo fa ero nel saloon assieme a Maria..."
"Non lo so-risponde Anya con una voce soave e fanciullesca-Ehy,ti va di giocare con me?"
"Veramente io.."
"Daiiii,ti prego"
"Ok,ok,a cosa vuoi giocare?"
"Mi piacerebbe molto che facessimo una passeggiata assieme"
"Va bene"
Improvvasimente i due si ritrovano in bosco in pieno giorno:il soles plende,gli uccellini cantano,tutto è meraviglioso.
"Wow,che bel posto,erano anni che non ne vedevo uno così" pensa Henry
"Sì,é proprio un bel posto!" esclama Anya.
"Ma come,io l'ho solo pensato,non ho detto niente.Come facevi a.."
"Guarda,guarda,una farfalla di tutti i colori,inseguiamola!.. Forza Henry,corri.
Cosa succede?"
Henry non si muove.Alla vista di quella farfalla si impietrisce e poi cade in ginocchio.Anya si avvicina e lo vede piangere senza sosta.
"Per..per...donami" singhiozza Henry.
Anya lo guarda perplessa.
"Perdonami,perdonami.E' tutta colpa mia.." continuava a singhiozzare Henry mentre tira fuori un braccialetto che custodiva gelosamente nella sua tasca.
Improvvisamente Anya diventa seria: "So a cosa ti riferisci,e sono qui proprio per questo: smettila di tormentarti,non è colpa tua,devi liberarti di questo peso che ti affligge ogni notta.Non sei stato tu a spararmi,è stato il tuo bisbisnonno a farlo,non tu."
"Lo so,ma..."
"Niente ma.Smettila di piangere e sorridi"esclama allegramente Anya e di colpo svanisce nel nulla.
Henry si asciuga le lacrime e la cerca,ma invanamente.
Una farfalla color arcobaleno si appoggia sulla sua spalla.Tutto inizia a scomparire.
Poco dopo Henry si sveglia,nel suo letto,nel saloon,nella camera con cui si era chiuso armato di fucile con Maria.
Si chiede se fosse stato un sogno ma ad un tratto volge lo sguardo al braccialetto e riesce a leggere una frase,trovando la risposta che cercava:"Smettila di piangere e sorridi;io ti ho perdonato,perdonati anche tu."
Da quel giorno il barista indossa sempre uno strano braccialetto colorato sotto la manica della camicia.

Mattia 12-98 Arizona
 
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