Evento letterario della primavera 2012

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Billy-AR

Cowboy
Duello di una sera di fine Aprile

Un giorno d'Aprile era
e si era appena fatta sera
Il più grande del west malvivente
si faceva vivo nel saloon continuamente
In quel giorno però
MarioBoltok incontrò
I due ingaggiarono un grandioso duello
e nel locale si ritrovò un gran fardello
E quando di aver vinto credeva
il fuorilegge fu sconfitto e cadeva
MarioBoltok evitata la morte disse:" Non ho ancora varcato l'ultima soglia,
di restare nel mio west ho ancora voglia!"
 

Billy-AR

Cowboy
Un Duellante


Notti ululanti, soli cocenti
uomini soli col proprio cavallo
coyote distanti,hanno fame, li senti?
Sceriffi e banditi si osservano in stallo.

Sarti e mercanti espongono i beni
Dentro al saloon si fa incetta di whiskey
"Gente a cui importano i piaceri terreni"
Dico, pensando ai futuri rischi.

Sbircio curioso le possibili taglie
Studio con cura i futuri obiettivi
Di nulla mi importa, non voglio medaglie,
Voglio soltanto la pace dei vivi.​
 

Billy-AR

Cowboy
La leggenda di luky shadow

Io sono zanzaruga e vi raccontero la storia di luky shadow... signore del west..
Era una notte calda e afosa.. nelle grandi terre dell arizona... un gringo sopra il suo cavallo arrivò in una città quasi deserta.per ristorasi al saloon e abbeverare la sua bestia...,Harry !disse.. rum e ghiaccio! Harry si apprestò a versare il bicchiere allo straniero...
Nel fratempo il sindaco gli si avvicino per dargli il benvenuto ma lui con fare minaccioso estrasse la sua colt e lo minacciò' dicedogli che se non gli avesse lasciato la sua citta' lo avrebbe ucciso...., il sindaco cedette immediatamente le kiavi allo straniero.. quello straniero si kiamava LUKY SHADOW..
La città prese il nome del Covo di luky shadow e tutti i peggiori killer spietati me compresa zanzaruga si unirono a luky e alla sua banda li kiamavano il mucchio selvaggio... ,
al fianco del loro capo razziavano,uccidevano, depredavano, ogni cosa capitasse loro a tiro... la gente fuggiva al loro passaggio... disseminavano morte terrore panico..., e non facevano distinzione tra donne e bambini,e cosi fu per anni...
Ma un giorno i confederati respect padroni della omonima contea in c10 capitanati dal comandante HEARTLESS ingaggiarono una battaglia epica contro luky shadow e i suoi uomini.
Heartless perì per mano di luky in battaglia... ma il capitano Debris riusci a ferirlo, io lo copriii permettendogli di ritirasi e lui fuggi... e nessuno seppe piu nulla...
Ma un giorno un messaggero mi porto voce che luky shadow aveva cambiato nome e che si rifugiava nel montana in una terra chiamata big horne....
Immediatamente presi gli uomini rimasti vivi e lo raggiunsi... li costruimmo insieme la città di morada del diablo, lui si faceva chiamare IL TRISTO.. Iniziammo nuovamente a disseminare panico, terrore e morte come un tempo... per mesi... anni... e fu l idillio.
In quelle terre dimorava il grande MTR signore e padrone della contea duellante di alta fama temuto e odiato da tutti...
IL comandantee MTR e IL TRISTO si sfidarono all inverosimile duelli bellissimi, scontri tra due titani.... , titani che poi diventarono quasi amici...
un Giorno Il tristo si sveglio con una taglia sulla testa 38000$$ i confederati lo avevano ritrovato... il capitano Masterfis inizio a dargli la caccia sino a che riuscì a catturarlo e a richiuderlo nelle prigioni di tierra del diablo...
Ma non ci rimase a lungo poiche io con l aiuto di stella argentata una notte facemmo brillare con un candelotto di dinamite le sbarre della prigione e gli permettemmo di scappare.... prima di andarsene lascio me alle cure del suo nuovo ''amico'' MTR poiche' nessun altro mai avrebbe potuto prendersi cura di me il suo fedele braccio destro meglio di lui.. e ando via....
IL Tristo ora e libero.... lucky shadow ora e libero e nessuno sa dove si nasconda ma io zanzaruga sono sempre qui... in attesa di un suo segnale... pronta a raggiungerlo per cavalcare di nuovo assieme. e iniziare una nuova avventura
to be continued.....

zanzaruga
 

Billy-AR

Cowboy
Il vecchio

I quattro uomini sorseggiavano il caffè in silenzio davanti al fuoco. I tre giovani avevano visto da lontano il fuoco e si erano avvicinati chiedendo un pasto caldo e un po di caffè. Era da parecchio che il vecchio non aveva compagnia e accettò di buon grado.
- clic - Il vecchio sentì alla sua destra l’inconfondibile suono che nel west si sente poco prima di morire. Il più giovane dei tre gli puntava contro la sua pistola.
- Hei vecchio, che ne dici se dopo averci dato un pasto, offri anche un contributo finanziario per le nuove generazioni?- esclamò il più giovane dei tre.
Il vecchio scoppiò a ridere – Non sai quante volte mi hanno puntato una pistola contro – disse avvicinando la mano destra alla tasca interna della giacca.
Gli altri due scattarono immediatamente in piedi estraendo dal fodero la propria arma.
- Calma ragazzi, calma – disse il vecchio – Sto solo prendendo i soldi, non sono neanche armato. Ho avuto una vita abbastanza lunga da capire che vale molto di più di un mucchietto di pezzi di carta. –
- Ok, nonno, estrai lentamente la mano dalla giacca –
Il vecchio obbedì. Nella mano destra aveva un grosso mazzo di banconote e un pacchetto di sigarette. Il vecchio gettò per terra vicino al fuoco i soldi – Sono 1.200 $, i duri risparmi di un’intera vita – disse.
Uno dei giovani si chinò a raccoglierli.
- Bhè, adesso che mi avete ripulito – continuò il vecchio – perché non continuate a farmi compagnia fumandovi insieme a me una sigaretta? E’ il modo migliore per concludere una serata in compagnia –
I tre giovani scoppiarono a ridere. Uno dei tre si avvicinò per prendere la sigaretta offerta, poi sospettoso si fermò e guardando il vecchio dritto negli occhi ordinò - No, accendile tutte e tre tu, e fai un bel tiro da ognuna di esse -.
Il vecchio obbedì nuovamente. Rassicurati, i giovani presero le sigarette, continuando a tenere puntate contro il vecchio le armi – Tu non fumi? – esclamò uno di essi – No – rispose il vecchio – il fumo uccide –
Dall’oscurità si sentirono risuonare due colpi ravvicinati di fucile, che colpirono due dei tre uomini. Il terzo, spaventato, neanche si rese conto che il vecchio aveva tirato fuori dalla giacca un revolver colpendolo dritto al cuore
Il giovane cadde sulle ginocchia- Chi sei? – chiese.
- Wilbur E. Coock – rispose il vecchio.
- Il cacciatore di taglie… – biascicò il ragazzo prima di cadere faccia nella polvere
Un uomo sui trent’anni uscì dall’oscurità – La prateria è diventato davvero un brutto posto se ti rapinano dopo aver offerto loro la cena. Quanto abbiamo fatto papà? –
- James, Peack e Wilburne. Tre rubagalline, al massimo con tutti e tre ci tiriamo su 250 $ - disse il vecchio
- Eh, i giovani di oggi si fanno ammazzare prima di valere qualcosa – esclamò in trentenne.
- Già – commentò amaramente il vecchio guardando il più giovane dei tre stesi a terra – Te l’avevo detto ragazzo che mi avevano puntato contro una pistola molte volte -.
Nell’oscurità un coyote squarciava il silenzio della prateria ululando alla luna.
 

Billy-AR

Cowboy
Il Kid

Notti oscure lo accompagnano
da est a ovest in duelli disperati.
Notti senza stelle e senza luna,
notti fredde nel vagare senza meta.
Mentre cavalca verso est in una notte di gennaio
i suoi occhi si perdono in una magia
a lui fino ad ora sconosciuta:
una stella che brilla.
Non piu notti senza luce
non piu notti fredde e disperate
ora c'è lei che lo accompagna...
il kid non è più solo.
 

Billy-AR

Cowboy
Dormi...........

Il vento soffia, tremula il fuoco,
un coyote ulula alla sua amata
il tuo sguardo si perde nella notte

Stella di latta sul petto sperone allo stivale
insieme a te la tua unica amica è sempre li alla tua destra l’hai amata dalla prima volta che l’hai vista
era tua e lei ancora non lo sapeva quando le tue tremanti dita l’hanno toccata per la prima volta
hai capito che quella era l’inizio della tua vita

Dormi sceriffo, dormi
il domani non tarderà ad arrivare
sii pronto per affrontare ogni nemico indiano o bandito
la tua colt è sempre li al tuo fianco

Dormi sceriffo dormi
 

Billy-AR

Cowboy
Nak e la storia di Slow Town
Mi chiamo Nakshjdil e amo l’avventura, all`apparenza gracile, ma in realtà forte e astuta come può esserlo chi ha attraversato esperienze dure: decisa, coraggiosa, capace di affrontare qualsiasi cosa la vita le getta contro.
Insieme a due grandi uomini, Rawan e Ashar avventurieri come me, fondai SLOW TOWN.
Il giorno che Ashar partì per un viaggio senza ritorno, mi ritrovai insieme al mio fedele amico Rawan, a dover governare la città.
Certo non fu facile perché la Slow Town doveva essere ancora completata e i campi dovevano essere coltivati. Eravamo pochi, qualcuno si dedicava ai cavalli, alle mucche e alle pecore, altri costruivano le case, la chiesa, l’albergo...
Pochi erano i duellanti che ci potevano difendere dagli attacchi delle altre città.
Le poche ore di riposo e di condivisione erano serali, quando riunendoci nel Saloon ci raccontavamo i momenti della giornata appena trascorsa.
Ben presto però alcuni concittadini forse demotivati, forse stanchi o poco avvezzi ai disagi, lasciarono la città per cui, insieme a Rawan, decidemmo di entrare in un’alleanza. Fu l’occasione per conoscere Memo tre dita.
Lui si rese disponibile trasferendosi a Slow Town per aiutarci, ma solo per un po’, portando con se altra gente: Torinogranata, Vani e Grill che fin da subito amarono la città che li ospitava tanto da divenirne cittadini.
Grazie a Torinogranata Slow Town crebbe di molto e tante persone vi vennero a costruire la loro casa.
Da allora tante lune sono passate, tante battaglie fatte insieme e tanti i forti conquistati; tanti sono stati i momenti di tensione, di stanchezza, di paura ma tantissimi quelli dove la collaborazione, l’amicizia e la gioia di essere insieme hanno portato la città di Slow Town ad essere la prima del WEST
 

Billy-AR

Cowboy
Il papavero rosso

Fu l’ordine d’ un generale
privo di coraggio
a scatenare un temporale
di pallottole contro il “selvaggio”.
Cieca la feroce mano,
cieca la mente:
un vecchio strillò invano
per proteggere la sua gente.
Mille e più indiani caddero
in un sonno permanente.
Lì ora cresce un rosso papavero:
ricorda il sangue dell’innocente.
 

Billy-AR

Cowboy
The West

Non aveva mai avuto un febbrone come quello! Da una settimana giaceva a letto con le coperte tirate fino all’altezza degli occhi, tremante per i brividi febbrili ed infastidito da quel sordo dolorìo che pervadeva ogni centimetro del suo corpo. Non era riuscito a trovare nemmeno l’energia per rifarsi il letto e, giocoforza, si era quasi abituato a quell’odore aspro e dolciastro proveniente dalle lenzuola stropicciate ed intrise di sudore. Quella mattina, però, si sentiva un po’ meglio. Non abbastanza da abbandonare il letto e riprendere la sua solita vita, ma quel tanto che bastava a farlo uscire dall’apatia in cui era precipitato da qualche giorno. Si guardò intorno cercando una qualche ispirazione, finchè i suoi occhi si posarono sul “portatile” seminascosto da una pila di riviste e dai flaconi dei medicinali. Ecco cosa avrebbe fatto! Il suo gioco di ruolo on line ambientato nel Selvaggio West lo stava aspettando. Tra l’altro, gli venne in mente che non aveva avuto l’accortezza di porre il suo personaggio in “modalità vacanza” ed era ansioso di scoprire l’entità dei danni causati da questa dimenticanza. Trovò il suo avatar seduto a terra vicino ad un focherello, sembrava avesse un’aria sperduta e si guardava intorno con un’espressione un po’ intimorita, come se qualsiasi lieve rumore proveniente dalla prateria potesse rappresentare il tragico epilogo della sua grama esistenza. Diede uno sguardo alla barra dei punti vita ed a quella dei punti riposo. Entrambe segnavano il limite minimo. Bisognava correre ai ripari e, perciò, fece trangugiare al suo avatar un’abbondante quantità di tortini al cioccolato e pan pepato. Man mano che il personaggio riacquistava le forze, egli stesso si sentiva pervadere da una misteriosa energia che gli procurava una piacevole sensazione di benessere. Inspirò profondamente e, strano a dirsi, invece dell’aria stantia della sua camera da letto, i polmoni gli si riempirono di quell’aria secca e pulita del deserto. Gli parve, addirittura, di percepire il lieve profumo dei fiori di agave. Si sentiva bene ed avvertiva una pulsante energia pervadergli ogni singolo muscolo del corpo. Ora aveva bisogno di azione! Il suo personaggio era un duellante puro e, quindi, nulla sarebbe stato meglio di un esaltante scontro a fuoco. Controllò l’armamento e l’abbigliamento del suo avatar, scelse con cura il suo agguerrito avversario e diede inizio alla sfida. Ogni colpo della sua Colt dorata sembrava andare a segno ed i suoi sensi acuìti percepivano distintamente l’aspro odore della polvere da sparo, quello dolciastro del sangue dell’avversario e quello indefinibile dell’adrenalina secreta dalle sue stesse cellule. “Ormai è un duello vinto” pensò, “Ogni mio colpo è andato a bersaglio, mentre l’avversario li ha falliti tutti!”. Stava iniziando a gongolare per questa facile vittoria quando, dopo l’ultimo colpo sparato dall’avversario, avvertì un lancinante dolore alla spalla sinistra. Meccanicamente portò la sua mano destra sulla spalla. Quando la ritrasse, assunse un’espressione incredula ed allibita vedendola sporca di sangue. Il suo sangue! Per un attimo rimase immobile e con gli occhi sgranati a fissare la sua mano. Poi, lentamente, si accasciò e perse i sensi. Quando, molto più tardi, si riebbe, rimase immobile, con gli occhi chiusi cercando di riepilogare quegli ultimi, assurdi avvenimenti. Non avvertiva nessun fastidio alla spalla sinistra, ma, ciò nonostante, fu con una certa titubanza che vi accostò la mano cercando, con i polpastrelli, una qualche traccia di ferita. Nulla. Né ferite, né sangue! Scoppiò a ridere fragorosamente. Non si era trattato d’altro che di un’allucinazione febbrile. Realistica, impressionante, ma solo un’allucinazione. Si sentiva enormemente sollevato mentre continuava la sua risata liberatoria. All’improvviso, però, si zittì e la risata gli rimase strozzata in gola. Col volto pallido e gli occhi fuori dalle orbite fissava il suo cuscino. Su questo, in bell’ordine, c’erano un mucchietto di dollari (137 per la precisione) ed un cartellino con su scritto “280 punti esp”.
 

Billy-AR

Cowboy
La prateria sembrava un mare..

La prateria sembrava un mare d’erba, era da poco scoppiata la primavera e si era riempita di fiori.
Il vento muoveva la massa erbacea e sembrava che si alzassero delle verdi onde.
Robyn Lorien stava cavalcando in mezzo all’erba alta, era diretta a Strawberry..
Aveva saputo che in quella città c’era una donna sindaco e tutte le donne erano trattate in modo ugualitario agli uomini..
Era il posto che faceva per lei; era stufa di far finta di essere un ragazzo, doversi sporcare la faccia, mettersi abiti maschili e nascondere i suoi lunghi capelli rossi sotto il cappello per fare i lavori che più gli piacevano..da donna gli offrivano solo da lavorare in saloon oppure doveva fare la maestrina..
Lei era stata allevata dagli indiani, poi dei missionari la avevano presa con loro quando la sua tribù era stata messa nella riserva, era piccola quando accadde, ma qualcosa gli era rimasta dentro, infatti, a 12 anni scappò e riuscì sempre a cavarsela da sola, cacciando e pescando all’inizio e poi fece un po’ di tutto, dallo scout al trapper..
Sapeva seguire le tracce e usare le erbe per guarire e gli era stato di aiuto anche imparare a sparare ..
Mentre stava pensando a quanto gli sarebbe piaciuto fare un bagno caldo in città, vide degli avvoltoi girare in alto poco lontano; sapeva cosa significava e si avviò in quella direzione per vedere cosa li aveva attirati..
Vide subito un cavallo sellato che mangiava tranquillamente; avvicinandosi notò un uomo a terra privo di sensi; controllò se fosse vivo e notò che respirava piano e affannosamente.
Non era ferito, forse lo aveva morso un serpente, ma sulle mani e le caviglie non c’erano segni, alzo un poco le maniche e trovo un ragno mezzo acciaccato..
Ecco che era stato!!sentì la fronte di lui, scottava!mm non c’era tempo da perdere!!
Fece un riparo dal sole per l’uomo con fucili e coperte e si mise a cercare erbe che masticò e poi fece un impacco sulla zona della puntura che già si stava gonfiando, poi coprì tutto con una fasciatura..
Mise dell’acqua a bollire, per fortuna aveva delle erbe secche appresso che sarebbero state utili per fare scendere la febbre..
La notte passò così, ogni tanto lei faceva bere lo sconosciuto un poco di tisana e cambiava lo straccio bagnato sulla fronte, lo aveva anche coperto bene che non doveva prendere freddo..
La mattina la febbre ormai era scesa e rifece l’impacco sul braccio, anche se ormai le erbe avevano agito bene e si era tutto sgonfiato..
Guardò bene l’uomo alla luce del giorno; aveva i lineamenti ben definiti e i capelli chiari, era ben vestito e non sembrava un malfattore, poi era tutto da vedersi..
Mentre cambiava lo straccio sulla sua fronte, lui mugugnò due parole senza senso e aprì gli occhi, finalmente si era ripreso!!
Due occhi azzurri la guadavano interrogativi..
“dove mi trovo e voi chi siete?”
Robyn gli spiegò ogni cosa, e lui si presentò..
“salve sono Matt Folder”
Cominciarono così a parlare, lui raccontò che faceva l’avventuriero e che viveva alla giornata; aveva un modo di fare, gentile e simpatico, tanto che tutti gli volevano bene.
Aveva amici in tutte le città e trovare lavoro per lui non era mai un problema, spesso faceva il mercante ambulante e si stava recando nella città, dove era diretta lei per fare delle compere.
Decisero di avviarsi insieme, ormai erano legati l’uno all’altra, anche se ora nessuno dei due poteva sapere come..
Ma una cosa era sicura..
Non erano più soli al mondo.
 

Billy-AR

Cowboy
SE SOLO
Mi chiamo Christian Everet, o per lo meno questo e' il modo in cui vengo chiamato. Un giorno mi stancai di girovagare per il west, e senza pensarci su presi il primo battello a vapore in partenza sensa sapere dove fosse diretto. Una volta giunto a terra mi ritrovai in una cittadina che si chiamava Carson City. Era una citta' afosa, calda, con case che piu' che degli edifici sembravano lapidi messe li per far vivere le anime in pena del luogo. Stanco e affaticato decisi di entrare nell'unico saloon della citta' che a quanto sembra fungeva anche da albergo per forestieri. Una volta giunto nel saloon nemmeno il tempo di mettere entrambi i piedi al suo interno che la gente iniziò a fissarmi. Mentre percorrevo quei pochi metri che mi separavano dal bancone i rozzi individui mi guardavano come se stessi andando verso la forca. <<hey sono Harry cosa prendi?>> Mi chiese il barista. Chiesi un whisky. Mentre sorseggiavo quella poltiglia alzai lo sguardo verso le scale e vidi l'essere piu' incantevole che potesse esistere in questo lurido mondo. Mi girai e chiesi ad un tizio vicino a me chi fosse,e lui mi rispose <<è Nina la ballerina del saloon. Ma non farti strane idee la ragazza e' impegnata con Fabius Northblack lo sceriffo della contea,e sappi che qui la legge e' solo carta stracci. L'unica legge che vige e' quella di Nortblack e se provi a posare lo sguardo su Nina sei un uomo morto!>> . Iniziai a ridere dopo tutto ero un mercenario e non avevo paura di nulla. Gia che c'ero decisi di chiedere al tizio che opportunita' offrisse questa dannnata citta' e lui mi rispose << dà un'occhiata a questa locandina, cercano questo tipo, se hai fortuna potresti farti un po' di soldi!>>. Mi congedai dopo un paio di whisky in sua compagnia e lo ringraziai per i suoi consigli. Presi una stanza nel saloon. Non avevo mai messo piede in un tugurio simile. Perfino le carceri di Puerto Blu sembravano una reggia al confronto. L'indomani all'alba decisi di farmi un giro. Erano circa le 6:15 e la citta' era sommersa dalla nebbia. Ad un tratto vidi un uomo,presi la dalla tasca la locandina che mi diede il tizio del bar e notai che era l'uomo che stavano cercando. Con una scusa mi avvicinai e mentre iniziò a parlare gli diedi un pugno in faccia talmente forte da farlgli perdere i sensi. Mi girai attorno per vedere se passava qualcuno, ma vista l'ora non c'era molta gente in giro. Estrassi un coltello dalla mia giacca e gli tagliai la gola,iniziai a frugare nelle sue tasche al interno ci trovai 500dollari e un revolver,trascinai quel uomo finchè non trovai l'ufficio dello sceriffo,iniziai a gridare e finalmente lo sceriffo venne fuori, era un uomo dall aspetto trasandato, pieno di cicatrici in volto e puzzava di alcol già di primo mattino. <<Hey- gli dissi- ho portato il tizio che cercavate!!!>>. Lo sceriffo si avicinò al cadavere e gli tirò i capelli così da poterlo vedere bene in volto esclamando <<oggi abbiamo qui addiritura il cadavere di Gregory Ringwood!!!>>. A quanto pare questo Ringwood era ricercato per ricettazione e sulla sua testa pendeva una taglia di ben 2000 dollari. Presi la taglia e decisi di tornare nel saloon. Amavo il mio "lavoro" e decisi di festeggiare con una bella botiglia di whisky. Ad un tratto il barista mi disse che da li a poco iniziava un campionato di poker locale e mi chiese se volevo partecipare. Come potevo rifiutare una proposta simile? Ero nato con le carte in mano... il vincitore avrebbe vinto 700 dollari. Partecipava anche lo sceriffo. Andammo avanti per tutta la mattinata. Non so se per fortuna o sfortuna, ma alla fine rimanemmo io e Northblack a disputare la mano finale. Forse per l'effetto di tutti quei whisky bevuti prima decisi di chiedere allo sceriffo di alzare la posta in gioco.<<sceriffo perche' non rendiamo il gioco piu' interessante?>>. <<e come straniero?>>. <<oltre alla posta in palio giochiamoci un bacio dato da Nina>>. Quella donna mi piaceva parecchio e avrei fatto qualsiasi cosa anche per un solo bacio. Acetto. Vinsi la partita. Con quale mano non importa ma sufficentemente da farlo andare su tutte le furie. <<Hey straniero - disse - questa mano non vale>> . Gli risposi che aveva accettato la mia proposta. lo sceriffo si alzo dalla sedia e rivolgendosi a quei ubriaconi del saloon chiese se per caso avevano visto disputare una partita di poker. Dissero di no. Iniziai ad imprecare contro lo sceriffo <<Northbleck!!!vediamo se te la cavi bene con la pistola come con le parole>>, Si avicinò e guardandomi dritto negli occhi mi disse <<e' questo che vuoi?un duello? e lo avrai!>>. Uscimmo fuori. Avevo con me il revolver di quel povero diavolo di Ringwood. Ad Harry il barista venne dato il compito di tenere il conto alla rovescia per poi voltarci e iniziare il duello a fuoco. Eravamo spalla a spalla. Non ci siamo detti una sola parola in quei pochi secondi che sembravano infiniti. Harry iniziò a contare <<10...9..8...>>
Mi chiamavo Christian Everet. Così avrebbero continuato a chiamarmi se solo fossi stato piu' furbo e mi sarei voltato per primo.
 

Billy-AR

Cowboy
il vecchio Tigran

Tornato a casa dall’ennesima avventura, il vecchio Tigran si fermò al saloon per salutare la gente del paese. Dietro un whisky e brandendo un grande sigaro intratteneva gli amici. Sparatorie avvincenti e lunghe cavalcate: questi i racconti che l’esperto cowboy narrava agli astanti increduli. Pochi dei presenti erano cowboys come lui, e nessuno di loro aveva il cuore impavido come Tigran.
I più, nel saloon, non avevano mai visto terre lontane; per loro il massimo dell’avventura era stato domare un cavallo, o pascolare del bestiame; i più fantasiosi avevano provato a coltivare nuove sementi.
Non così per Tigran; sin da bambino era vissuto tra i cowboys; suo padre era stato un grande avventuriero. Molto presto aveva preso contatto con il duro west: non camminava nemmeno quando si trovò ad assistere al primo duello. Non un solo colpo; dopo un’avvicendarsi di spari il più debole era caduto in terra, svenuto, ma a tutti pareva fosse morto.
Sembrava ieri quando, tornando da un’esplorazione, aveva incontrato la bella Jule in saloon , e si era innamorato di lei. Sembrava ieri quando la dolce moglie aveva dato alla luce il piccolo Nocturnal.
Da allora la vita dell’abile cowboy si era riempita di tanto coraggio in più, perché avrebbe dovuto proteggere il suo bambino, e poi lo avrebbe educato alla vita. Non fu difficile insegnare a Nocturnal i segreti del west; prima di tutto cavalcare, dal gracile mulo all’indomito puledro; armi da taglio e armi da sparo… un vero cowboy brandisce la pistola, non la spada.
Non era scontato che un bambino potesse usare la pistola; lo era per gioco, ma la paura era grande di fronte a un pupazzo dalle fattezze umane. Solo crescendo avrebbe capito il senso del duellare.
Pazienza e fatica; come suo padre, e come suo nonno, Nocturnal era diventato un pistolero, fiducioso nell’arte imparata e desideroso di usarla con la stessa maestria che aveva visto nel vecchio Tigran.
L’incedere del tempo, a volte, è crudele; il giovane Nocturnal aveva appena appreso le arti paterne e il destino lo avrebbe lasciato solo.
Prima della scomparsa il vecchio cowboy chiamò l’amato figlio e gli promise che sarebbe stato un abile duellante. Nocturnal non ci poteva credere; lui voleva che fosse ancora la mano paterna a guidarlo, a consigliarlo… non si sentiva pronto; ma Tgran sapeva tutto questo; prese la mano al figlio, lo guardò negli occhi e gli disse, con voce flebile:«non temere; sarai bravo abbastanza».
 

Billy-AR

Cowboy
La grande rapina di Frisco

Una tranquilla mattina di primavera Tex, Carson, Kit, Tiger e il nuovo pars Texjack ricevono un telegramma da San Francisco dal loro amico Tom Devlin (capo della polizia) li dice che ci è stato una rapina alla banca più grande di Frisco e è stata la banda di Kelly Bran e gli dice di raggiungerli subito.
Una settimana dopo arrivano e vanno dall` amico Tom. Gli dice che le prime ricerche sui ladri sono già iniziate. Hanno scoperte che 2 della banda sono andati verso nord e gli altri 2 sono andati a sud , decidono di andare che i 5 amici (Tex, carson,…) a sud e invece i poliziotti vanno verso nord.
Una settimana dopo i pars hanno finalmente trovato le tracce e vanno subito nella prima città che mandano un telegramma dicendoli di averle trovate.
Intanto i poliziotti scoprono che gli altri 2 sono morti allora vanno anche loro verso nord.
Arrivano i poliziotti (dove avevano detto di incontrarsi ) ma…
Ma arrivano nel punto che c`e sono in uno sparatoria gigantesca nel saloon di Dever
che la sfida e i poliziotti(anche i pars) contro i 2 rapinatori e altri 10 amici. Tutti i poliziotti vengono uccisi o feriti e 6 della banda di Kelly, alla fine restano i 5 pars tranne Tiger jack e Kit
che vengono feriti e altri 3 della altra banda vengono uccisi.
Poi Kelly chiede di fare un duello a corpo a corpo con Texjack,loro accettano allora Kelly e Texjack
Escono dal nascondiglio e vanno in strada ,poi il sceriffo di città conta fino al tre e si spara Kelly
viene ucciso e Texjack viene colpito alla spalla destra.
Poi gli altri 2 rimasti si arrendono.
Trovano i soldi e tornano alla riserva Navajos
 

Billy-AR

Cowboy
PICCOLO INDIANO

Giaci sulla riva del fiume, Piccolo Indiano,
dove l’acqua che scorre incontra il sasso
dove il frassino deposita le foglie cadenti
e ti accarezza tristemente con la sua ombra.

Piccolo Indiano, accanto a te giace il soldato,
uniforme strappata di una cultura diversa,
con la pelle bianca condivide la tua sorte,
dispersi nelle vie della vostra giovane età.

Il tomahawk è conficcato a terra, Piccolo Indiano,
incrociato con la sciabola del cavalleggero,
in una terra prosciugata dall’odio e dal disprezzo
che non ha più niente da offrire se non sdegno e vergogna.
 

Billy-AR

Cowboy
SONETTO WESTERN​

Nel saloon tra l'odore dei liquori,
chiassosa s'alza una lite tra avventori
per un torto o denaro mai saldato.

Fuori il tramonto. E il deserto rumore.
Viaggia per l'orizzonte sterminato
è la rotaia di un treno a vapore.

Va verso un Eldorado senza legge
dove ogni uomo determina il suo fato:
sceriffo, avventuriero o fuorilegge.

Ma violata la casa dell'indiano,
la natura è quella che ha pagato
di sangue intrisa e polvere da sparo.​



(componimento di 12 versi in endecasillabi rimati divisi in terzine )​
 

Billy-AR

Cowboy
Otto rintocchi

Sei rintocchi. Sei rintocchi della campana, tanti quanti i bicchieri di whisky che mi scolerò stasera. Non importa se domani all'alba sarò ancora sbronzo e se quei dannati avanzi di galera non avranno paura di me, voglio solo dimenticare per un attimo questa mia triste esistenza. Ora devo solo resistere, ancora un paio d’ore e un’altra giornata sarà alle spalle.

Il primo bicchiere lo berrò per dimenticare quanto sono stato stolto quattro mesi fa, quando non insistetti per continuare a fare il mandriano. Ora sarei lassù sulla collina a divertirmi con il lazo, trasportando bestiame e fumando bionde, invece mi sono lasciato appioppare questa dannata stella e sono qui in città a farmi schernire. “Hai proprio uno sguardo da sceriffo” mi dissero. “Hai proprio un’aria da fesso” mi dicono ora. Dannati loro, avrei dovuto rifiutare. La città è fin troppo viva per me con tutto questo andirivieni che mi infastidisce. A me piace la calma, piace poter ascoltare il vento, invece qui ci sono solo schiamazzi, urla e piagnistei di ogni tipo.

Il secondo bicchiere lo scolerò in un sol fiato per dimenticare i “calci” che prendo tutti i giorni dagli sciagurati che passano da questa cittadina. Oggi uno schifoso mi ha perfino vomitato sugli stivali, gli avrei conficcato lo sperone in gola, ma sono lo sceriffo e questo piacere lo devo lasciare ad altri.

A volte credo di essere vicino a una crisi di nervi, mi ritrovo a sognare ad occhi aperti cose che non si addicono ad una persona come me. Mi giro, con passo spedito entro nel mio ufficio, prendo un winchester dalla rastrelliera, lo carico, esco in strada, prendo la mira e premo il grilletto. Un solo colpo, preciso, un corpo cade esanime a terra, la gente urla e fugge in preda al panico. E io rido, perché finalmente avrebbero qualcosa per cui urlare. Forse dovrei iniziare a preoccuparmi per la mia salute mentale, ma in questo momento nulla mi interessa più di qualche bel bicchiere di whisky.

Il terzo lo berrò per dimenticare Mary Lou, la ballerina, e il quarto per dimenticare il grande capo indiano, che ha una tresca molto poco segreta con lei. Ci ho provato, ci ho sperato, ho perfino pregato, ma non posso competere con il cappello di piume del pellerossa, non ci posso fare nulla, non è colpa mia se ho il fascino e il carisma di un pony storpio. Devo proprio aver fatto qualcosa di male per meritarmi anche questo.

In questo istante potrei perfino piangere, ma il sole che scende inesorabilmente verso l’orizzonte mi ricorda che devo resistere ancora un paio d’ore, ormai manca poco. Mentre aspetto continuo a sbraitare “Fermo li!”, “Attento a quello che fai!”, “Gente è stata appesa per molto meno!”, “Di questo passo domani sarai sulla forca!” cercando di mantenere un po’ di ordine e civiltà in questo luogo. Cambiano le facce, ma le mie frasi sono sempre le stesse. Non ho mai sognato di fare lo scrittore o il poeta, ma non credevo di ridurmi a questo. Quando ho cercato di mettere un po’ di “colore” sono stato rimproverato da mezza città che è venuta a trovarmi Bibbia alla mano e con tanto di citazioni. Ai bigotti a quanto pare non piace che Dio venga affiancato ad animali vari in un’esclamazione su due.

Sette rintocchi. Sette rintocchi della campana. Ancora un’ora e mi permetterò di brindare al becchino, l’unico che se la passa peggio di me. Pregherò Dio che la situazione possa rimanere la stessa ancora a lungo per lui, perché non sopporterei di ritrovarmi a essere l’uomo più inutile della città. È moralmente poco giusto quello che chiedo, ma la morale è una questione che non mi concerne; la lascerò ai pellegrini e alle loro cantilene.

L’ultimo bicchiere lo berrò per la stella che porto al petto. Da bambino giocavo a fare lo sceriffo, sognavo di impugnare una Volcanic e ammazzare banditi e indiani - anche se poi con il tempo capisci che con quell’arma avresti fatto una brutta fine, ma questo i bambini per fortuna non lo sanno - invece ora che mi chiamano sceriffo vorrei volentieri fare altro. Il fascino di questa stella lucente è un po’ sopravvalutato, e io la scambierei volentieri con un’incudine o un aratro.

A ripensarci bene erano proprio bei tempi quelli in cui credevo ancora nel bene e nella legge. Pistole, cavalli e piombo… ma purtroppo qui c’è solo fango, scherno e vergogna. I tempi sono cambiati, lo vedo negli occhi delle persone. In passato il bene li affascinava, in un misto di rispetto e soggezione, mentre oggi sembra quasi che il male abbia preso il sopravvento. Rapine, alcol e donne, ecco quello che cerca la gente ora. E intanto io faccio il mio dovere, anche se poco utile: “Fermati, prima che tu debba pentirtene amaramente!”. Ancora poco, ancora poco.

Otto rintocchi. Otto rintocchi di quella maledetta campana. Finalmente potrò dire la frase che più adoro di tutte, la sola che mi fa tirare avanti dall’alba fino alla sera: “Cari bambini, vi ringraziamo di aver passato una giornata con noi e speriamo di rivedervi presto. Il parco sta chiudendo e i cancelli si trovano in quella direzione”. Dannati marmocchi, figli del demonio, un giorno o l’altro qualcuno lo seppellirò vivo in uno di quegli inutili buchi scavati dal becchino. Non li sopporto proprio. Avrei dovuto lavorare come Re in un parco a tema medievale, perchè forse oltre ad una regina avrei avuto anche qualche cortigiana, ma in mancanza di questo, dovrò accontentarmi del whisky.
 
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