Avventure e miglioramenti mai fatti

SirDoc

Sindaco
Quindi tenetevi questa minestra e non fiatate.
Grazie bella risposta...
Non travisare le mie parole, dico semplicemente che ci vuole più inventiva o perlomeno bisogna avviare discorsi più costruttivi.
Certo ovviamente ci vorrebbe una buona disponibilità anche dall'altro lato, e su quello noi utenti possiamo farci poco.
Però bisogna saperli fare i discorsi in questa maniera.
 

ray collins

Sindaco
Buonasera.
Pur se anch'io sono convinto che sia la nostra manifestazione di scontentezza, sia un'atteggiamento proattivo teso al miglioramento delle "Avventure", sortisca lo stesso effetto di lanciare ululati alla Luna, voglio lanciare la mia proposta.
- Come avviene per l'aggiudicazione random delle "cassafortine" ai vincitori dello scontro, si potrebbe inserire tra i premi i componenti di un set fatto apposta per le Avventure; intendo un set serio non certo uno come quello del Fuorilegge, ormai obsoleto. Insomma, un set che faccia la differenza. Penso che ciò, quanto meno, accrescerebbe la partecipazione.

Ed ora, vediamo di stemperare l'insoddisfazione.

Gli interventi di un paio di voi, (che qui di seguito riporto),
> Cat Doc Stevens: "Non c'è nessun problema a prendersela con lo staff tanto è solo tempo e "fiato" sprecato perchè lo staff italiano come qualsiasi altro staff conta come il due di coppe con briscola bastoni";
> Catorcio: "Quindi tenetevi questa minestra e non fiatate"
mi hanno fatto venire in mente una sorta di leggenda metropolitana che circola dalle mie parti e risalente al 1800, che in certo qual modo si lega al gioco del Tressette.
Esisteva, in centro a Bologna, una sorta di osteria di infima qualità, praticamente una mensa dei poveri, che dire spartana era eufemistico: le scodelle erano rappresentate da incavi intagliati nei tavolacci e l'unica suppellettile era un cucchiaio legato al tavolo con una catenella.
Il menù presentava un unico piatto: pasta e fagioli.
Infine, non si pagava la portata, bensì il "tempo"! Praticamente i commensali compravano il minutaggio di quanto desideravano mangiare (pensa se lo imparano i cinesi che gestiscono i ristoranti!!!). Quindi, l'attività del cameriere (si fa per dire) consisteva nel passare tra i tavoli con la pignatta della pasta e fagioli ed un mestolo per effettuare i rabbocchi negli incavi.
Si racconta che una volta un cliente, rinvenendo un corpo estraneo nel cosiddetto piatto, protestò e urlò: "Ehi Padrone, nella mia minestra ho trovato un asso di bastoni!!!"
Il padrone, nonché cuoco, non si scompose e gli abbaiò di rimando: "E allora? Con quello che paghi cosa volevi? Tutta la Napoletana?"
(Nota per chi non conosce il Tressette: per Napoletana si intende l'asso, il due e il tre dello stesso seme)

Sperando che abbiate gradito, vi saluto.


Ray
 

Catorcio

Novizio
Buonasera.
Pur se anch'io sono convinto che sia la nostra manifestazione di scontentezza, sia un'atteggiamento proattivo teso al miglioramento delle "Avventure", sortisca lo stesso effetto di lanciare ululati alla Luna, voglio lanciare la mia proposta.
- Come avviene per l'aggiudicazione random delle "cassafortine" ai vincitori dello scontro, si potrebbe inserire tra i premi i componenti di un set fatto apposta per le Avventure; intendo un set serio non certo uno come quello del Fuorilegge, ormai obsoleto. Insomma, un set che faccia la differenza. Penso che ciò, quanto meno, accrescerebbe la partecipazione.

Ed ora, vediamo di stemperare l'insoddisfazione.

Gli interventi di un paio di voi, (che qui di seguito riporto),
> Cat Doc Stevens: "Non c'è nessun problema a prendersela con lo staff tanto è solo tempo e "fiato" sprecato perchè lo staff italiano come qualsiasi altro staff conta come il due di coppe con briscola bastoni";
> Catorcio: "Quindi tenetevi questa minestra e non fiatate"
mi hanno fatto venire in mente una sorta di leggenda metropolitana che circola dalle mie parti e risalente al 1800, che in certo qual modo si lega al gioco del Tressette.
Esisteva, in centro a Bologna, una sorta di osteria di infima qualità, praticamente una mensa dei poveri, che dire spartana era eufemistico: le scodelle erano rappresentate da incavi intagliati nei tavolacci e l'unica suppellettile era un cucchiaio legato al tavolo con una catenella.
Il menù presentava un unico piatto: pasta e fagioli.
Infine, non si pagava la portata, bensì il "tempo"! Praticamente i commensali compravano il minutaggio di quanto desideravano mangiare (pensa se lo imparano i cinesi che gestiscono i ristoranti!!!). Quindi, l'attività del cameriere (si fa per dire) consisteva nel passare tra i tavoli con la pignatta della pasta e fagioli ed un mestolo per effettuare i rabbocchi negli incavi.
Si racconta che una volta un cliente, rinvenendo un corpo estraneo nel cosiddetto piatto, protestò e urlò: "Ehi Padrone, nella mia minestra ho trovato un asso di bastoni!!!"
Il padrone, nonché cuoco, non si scompose e gli abbaiò di rimando: "E allora? Con quello che paghi cosa volevi? Tutta la Napoletana?"
(Nota per chi non conosce il Tressette: per Napoletana si intende l'asso, il due e il tre dello stesso seme)

Sperando che abbiate gradito, vi saluto.


Ray
Ho gradito il racconto. Molto simpatico.:) Però a me non piace la minestra. Nemmeno se riscaldata. :p
Molti di noi hanno pure comprato pepite d'oro per avere un piatto migliore.
A pensarci bene anche il tempo che dedichiamo a questo gioco e' altrettanto importante, se non di più... E chiedere di venire ascoltati e' più che lecito. Poi, giustamente spetta a loro decidere se affossare il gioco o accontentare i commensali chiedendoci se abbiamo gradito il pasto
 
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